Z  Torna all'elenco delle STUFE

Chiedimi ulteriori informazioni Ordina il prodotto
DALLA SEGATURA AL PELLETS LALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA COM'E' FATTA LA STUFA A PELLETS

DALLA SEGATURA AL PELLETS

 

La cubettatura del legno ha fatto parecchie vittime durante gli ultimi anni, per gli innumerevoli problemi che si incontrano nel lavorare un prodotto così difficile.

Non tutte le presse cubettatrici sono infatti adatte a questo tipo di lavoro. Non si tratta di lavorare farine come nel caso dei mangimi, bensì di cercare di aggregare della segatura che non possiede nessun potere legante e che può stare insieme solo grazie alle estreme pressioni che si generano nella cubettatura.

Le presse cubettatrici devono avere robustezza ben superiore alle macchine utilizzate comunemente nell'industria mangimistica, per poter garantire dei costi di gestione compatibili con il prezzo di mercato dei pellets e allo stesso tempo dare al prodotto finale la qualità per una buona e regolare combustione.

Di fianco si può vedere una immagine del prodotto: il pellets

 

l parametro fondamentale per riuscire a cubettare il legno è il tipo di legno, ma soprattutto l'umidità. Infatti sono da considerarsi "cubettabili" i legni stagionati o comunque che non superano una umidità del 8 -15%; legni con umidità più alte dovranno essere essiccati.

Bisogna inoltre tener conto della quantità di scarti che si producono al giorno di segatura, ceppati o altro per verificare quanti processi di raffinatura/macinatura servono per ottener la condizione ideale: la segatura.

Normalmente l'investimento è rivolto a:

  • "importanti" esigenze di riciclaggio scarti di lavorazione a livello provinciale, regionale o nazionale;
  • "importanti" fabbisogni di combustibile ecologico a livello provinciale, regionale o nazionale;
  • aziende venditrici/produttrici di segatura fine e secca (fine = esente di trucciolo, praticamente simile a farine).

In ogni caso si dovrà essere supportati da una buona rete commerciale.

L'investimento è sconveniente e difficilmente fattibile per:

  • artigiani che hanno intenzione di utilizzare questi impianti poche ore al giorno per fabbisogni piccoli;
  • piccole, medie realtà industriali che producono dimensioni di scarti di legno notevoli.
  • piccole, medie realtà industriali, che lavorano legno molto umido (umidità > 30/50%);
  • piccole, medie realtà industriali o comunque aziende prive di rete commerciali nel settore specifico di vendita.

Si devono considerare investimenti piuttosto "importanti" e compatibili con le richieste del Cliente.
Il grosso vantaggio di questi impianti è la possibilità di riciclare materiale e di inserirsi in un mercato di sicuro interesse con ricavi ottimi. In ogni caso, il costo dell'impianto iniziale deve essere relazionato alle reali potenzialità del mercato e dalla struttura commerciale del Cliente.

Tutti gli impianti costruiti, sono sovradimensionati, ma questo è sia un vincolo dovuto alla tecnologia della pressa, sia un accorgimento per non fare funzionare l'impianto al limite, e quindi garantirne una operatività affidabile ed una manutenzione semplice, e per prevedere eventuali carichi o esuberi successivi.

Un impianto di cubettatura "standard", privo di essicatoio, è costituito da:

  • una prima parte di macinatura, che comprende una tramoggia di raccolta e un apposito raffinatore che trasforma il ceppato in segatura;
  • una seconda parte di compressione, ovvero di cubettatura della segatura, tramite una o più presse. Il pellets caldo in uscita (circa 90° C), deve essere successivamente raffreddato da un apposita macchina; è a questo punto che è importante che la segatura all'entrata rispetti i parametri indicati. Infatti se il prodotto è molto umido, in questa fase, il granulo esplode perchè l'acqua al suo interno lo fa gonfiare;
  • una terza e ultima parte dell’impianto è l'insaccatura del prodotto.

La pressa è l'elemento "base", ma non è l'unica macchina che serve per la cubettatura (pellettatura) dei prodotti. Si deve considerare un processo, e di conseguenza una serie di macchine per ogni fase di lavorazione aggiuntiva alla pellettatura. Quindi, sono fondamentali le condizioni della materia prima all'inizio del ciclo di produzione, per valutare i costi e il tipo di impianto più adatto; l'umidità, il tipo di materiale e le condizioni climatiche influiscono sulla portata della pressa. Fondamentale, è dunque, conoscere le effetive esigenze del Cliente e lo stato della materia prima.

Riassumendo
, possiamo stabilire che questi tipi d'impianti possono essere realizzati e soprattutto sono convenienti a grandi esigenze industriali e con reti commerciali molto importanti.

 

 

 

 

Pressa legno pellets

 

Ovuli di pellets